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Termini Imerese

 
 
   
 
 

FORUM - Artigianato

INTERVENTO n. 1 - a cura di Confartigianato

Il grado di rilevanza che l'artigianato artistico e tradizionale riveste nel contesto dell'economia si desume dall'importanza dei ruoli che svolge in forma originaria e esclusiva: l'artigianato assume la funzione di interlocutore privilegiato per un progetto di sviluppo che intende valorizzare gli aspetti principali della cultura locale e promuovere le produzioni locali, affermando la peculiarità delle capacità produttive e creative espresse sul proprio territorio.

Detto settore và, inoltre, considerato come snodo strategico per l’integrazione dell’offerta turistica oltre che quale componente prioritaria attorno alla quale poter rafforzare il “sistema dell’offerta termitano e della Valle del Torto”.

Siamo in presenza di un settore in grado di coniugare tradizione e modernità, partecipando in maniera proattiva alle dinamiche competitive in atto e combattendo con successo le tendenze alla standardizzazione.

Inoltre, il fatto di essere piccoli non deve essere necessariamente un punto di debolezza; anzi, tante volte far crescere forzatamente l'impresa dal punto di vista dimensionale può essere – e lo è nei fatti – estremamente catastrofico.

Naturalmente, occorre puntare a far crescere la piccola e la piccolissima impresa, ma non tanto e non soltanto dal punto di vista dimensionale, quanto piuttosto dal punto di vista organizzativo, della valorizzazione delle risorse umane e della crescita culturale. Crediamo che questo sia un punto molto, molto importante. Infatti, pur soffrendo di vincoli strutturali correlati alla ridotta dimensione aziendale, le imprese artigiane hanno dimostrato una particolare vitalità quando si sono aggregate sulla base di specializzazioni produttive, operando nell’ambito di filiere o distretti e avvalendosi di un ambiente esterno caratterizzato da coalizioni territoriali di soggetti istituzionali, di forze imprenditoriali e di strutture associative impegnati a promuovere dal basso lo sviluppo locale.

Si tratta di un modello che, a causa del rallentamento di tutti i settori del made in Italy per una congiuntura economica negativa, inizia a evidenziare uno stato di salute precario. I distretti industriali – che hanno finora costituito lo “zoccolo duro” del nostro sistema produttivo, garantendo una crescita del fatturato, delle esportazioni e dell’occupazione – vivono una fase di profonda trasformazione. È scattato “l’allarme rosso”, perché si fanno sentire i contraccolpi della concorrenza aggressiva (e spesso sleale) dei prodotti provenienti dalla Cina e più in generale dai paesi asiatici.

Allo stesso tempo, l’accelerazione delle tensioni concorrenziali spinge un crescente numero di imprese a trasferire parti del sistema produttivo in aree a basso costo del lavoro e con ampie prospettive di mercato.

PROPOSTE:
Sono state individuate le linee di azione prioritarie con particolare riferimento ad alcuni fattori decisivi per la competitività delle imprese artigiane.

L’idea che accomuna le proposte operative del documento può essere riassunta nei seguenti termini: possiamo recuperare competitività, in un’economia che fa perno su imprese di esigua dimensione, estendendo su grande scala le logiche di rete. La risposta vincente è dunque il rafforzamento del network tra imprese, per il quale serve l’apporto dei soggetti istituzionali e associativi: le Camere, le Associazioni, l'Artigiancassa e le Regioni.

Senza dimenticare che non servono ricette standardizzate valide per ogni filiera produttiva, né soluzioni omogenee replicabili in tutti i contesti territoriali. 

Si è scelto di concentrarsi soltanto su alcune tipologie di intervento per ridurre, attraverso una delimitazione del campo di analisi, il rischio dell’uniformità e della genericità delle proposte. Ma siamo altrettanto consapevoli che non si possono trascurare completamente, pur relegandole sullo sfondo, problematiche a carattere “trasversale” altrettanto rilevanti per le imprese artigiane. Il credito è un classico tema trasversale, di particolare attualità perché evoca l’appuntamento di Basilea 2[1] 

La strategia vincente viene individuata in misura crescente:

- nell’aggregazione, anche con modalità innovative, delle imprese. Di fronte alla globalizzazione dei mercati, non si rimane a lungo competitivi operando da soli. Si devono promuovere aggregazioni ed alleanze.

Ed ecco allora lo sviluppo di reti e filiere, il proliferare di forme associative e consortili, il fiorire di gruppi societari. Cresce – come attesta l’attività di monitoraggio del sistema camerale – il numero di operatori, anche di esigua dimensione, che aderiscono a gruppi di aziende e a consorzi. Le imprese fanno sempre più gioco di squadra, unendo i vantaggi (soprattutto in termini di flessibilità ed elasticità) della ridotta dimensione con la ricerca di economie di scala. Attraverso la capacità di fare alleanze si può crescere senza raggiungere una soglia dimensionale elevata: si può, in altri termini, operare con la mentalità di un’impresa grande anche senza dover necessariamente diventare una grande impresa.

  • nella realizzazione un progetto di marchio di origine e di tracciabilità dei prodotti (da realizzare tramite l’implementazione di Progetto di Eccellenza Artigiana che porti sia alla redazione di disciplinari di produzione sia all’ottenimento di marchi di qualità territoriali). Con tre obiettivi: dare un'identità territoriale al settore, attestare un percorso di tracciabilità del prodotto  e migliorare l'informazione sul nostro prodotto. Quindi la composizione, la corretta manutenzione, l'artigianalità, la performance del prodotto[2] (in un importante convegno a Bruxelles sulle forme di tutela delle produzioni tipiche artigianali è emersa una dichiarata disponibilità della Commissione, ed in particolare della Direzione Generale Mercato Interno, di estendere anche al settore artigiano la normativa comunitaria esistente in campo agroalimentare, riguardante la cosiddetta indicazione geografica protetta).

  • nella valorizzazione di tutte le forme dell’artigianato tipico, agendo in stretta connessione con il contestuale processo di riqualificazione dei centri storici e promuovendo la contestuale messa in rete degli operatori più prestigiosi, attraverso la creazione di consorzi di filiera e/o il loro inserimento all’interno del progetto “Res  Tipica” promosso dall’ANCI.

  •  nell’istituzionalizzazione di un rapporto costante tra Ricerca e Produzione

  • nella implementazione di un progetto di valorizzazione del comparto che passi attraverso:

    • la stipula convenzione con Istituto di Formazione Superiore per l’attivazione di corsi di formazione;

    • la stipula di accordi di collaborazione con l’Università finalizzati agli studi sui materiali e sul design


[1] Si tratta di una sfida molto impegnativa anche per l’artigianato. L’applicazione del rating non deve peraltro accentuare la tendenza a comportamenti burocraticiì e passivi da parte degli istituti di credito. Occorre sottolineare la reattività delle imprese artigiane nell’affrontare, senza eccessivi traumi, mutamenti del mercato che richiedono adattamenti o riconversioni in tempi stretti. Gli studiosi hanno sottolineato che, a parità di perdita attesa, il credito accordato ad operatori di minor dimensione presenta perdite inattese inferiori rispetto a un portafoglio di prestiti alle imprese grandi, in ragione della maggiore importanza relativa dell’andamento ciclico dell’economia nel determinare le condizioni di salute di queste ultime. Ma con i nuovi criteri che subordinano l’accesso al credito sia all’esame della struttura del passivo che ai piani di sviluppo aziendale le banche terranno adeguatamente conto – ci si può chiedere con preoccupazione – della maggiore capacità di adattamento alla congiuntura dimostrata dalle imprese artigiane? Resta elevato il rischio che i nuovi metodi di valutazione, basati su procedure automatizzate, si rivelino poco adatti a cogliere le peculiarità delle imprese artigiane e a valutarne adeguatamente il merito di credito.

 [2] Si è tenuto, di recente, un importante convegno a Bruxelles sulle forme di tutela delle produzioni tipiche artigianali. E’ emersa una dichiarata disponibilità della Commissione, ed in particolare della Direzione Generale Mercato Interno, di estendere anche al settore artigiano la normativa comunitaria esistente in campo agroalimentare, riguardante la cosiddetta indicazione geografica protetta.

 
contributo inviato da CONFARTIGIANATO

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