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Grazie al
processo di concertazione con il territorio, con la quale si
devono individuare le linee prioritarie di sviluppo del nostro
territorio, per almeno il prossimo decennio, la cittadinanza ha
avuto la possibilità di partecipare agli incontri sulle
politiche urbane organizzate dal Vostro Ufficio preposto.
Si coglie
l’occasione con la presente missiva, anche se in modo sommario e
di certo non approfondito, sottolineare quanto sia straordinaria
tale opportunità per il futuro della nostra città.
Nell’“agenda
delle cose da fare”, ritengo che sia fondamentale
considerare il Centro Storico un organismo complesso ma
nel contempo “strategico” per lo sviluppo del territorio, con
particolare riferimento al:
Quanto al
POLO della FORMAZIONE e della CULTURA, si ritiene
opportuno, puntare a quello Universitario, con
l’individuazione, oltre all’attuale Facoltà di Scienze
Geologiche, di nuovi spazi per le sedi, i laboratori
tecnologici, le aule e i dipartimenti, all’interno del centro
storico.
Questa
scelta, permetterebbe una maggiore fruizione del nucleo
originario della città, con la consequenziale “messa in moto”
di processi di riqualificazione degli immobili che dovranno
essere valorizzati per soddisfare una nuova richiesta di domanda
di affitti. In questo modo sarà più semplice locare un immobile,
ad esempio nella prestigiosa scalinata di via Roma, con il
conseguente incentivo dei proprietari al ripristino degli stessi
al fine di ricavarne un utile.
Si propone
di prevedere, attraverso le politiche di incentivazione,
tutti quei processi di agevolazioni economiche, rivolte allo
sviluppo delle attività del settore della
ristorazione, nel settore alberghiero, ed ancora con
le nuove formule del modello “Paese Albergo”, del B&B,
o ancora dei Caffè Culturali. Un esempio di tale
“rinnovamento” è stato avviato con larghi consensi nel centro
storico di Catania, Urbino e Siena.
E’
evidente che attraverso i piccoli interventi viene alimentata la
piccola impresa artigianale locale: basti pensare alle
numerose figure professionali artigianali che intervengono nel
processo di riqualificazione di un immobile storicizzato:
muratori, falegnami, marmisti, fabbri, ecc. Tutto ciò è evidente
che rimette in moto il cosiddetto processo di incremento della
micro-economicità locale e cioè interventi medi-piccoli
con risvolti economici che rimangono in loco perché coinvolgono
“attori” locali.
A questo
potenziale cambiamento del centro storico è necessario prevedere
delle “Regole” attraverso strumenti urbanistici che siano in
grado di mettere in risalto il patrimonio architettonico della
città.
Per tale
cambiamento, è necessario individuare strumenti urbanistici
specifici, quali il PIANO PARTICOLAREGGIATO, il PIANO DEI
COLORI e dei PROSPETTI, e il PIANO DI
RIQUALIFICAZIONE DEI TETTI (basti pensare alle cisterne di
acqua in PVC di colore blu poste nei tetti della maggior parte
degli immobili del centro storico!).
Oggi, ad esempio, il tradizionale balcone
con la lastra di marmo modanato, sostenuta dagli elementi in
ferro battuto e adornato dalle particolari decorazioni delle
ringhiere sono state, sostituite per semplicità e velocità da
materiali di nuova tecnologia, quali la plastica, l’allumino e
il cemento armato, che hanno radicalmente mutato le
caratteristiche originarie.
Sempre in
riferimento al Polo della Formazione e della Cultura, le
strutture pubbliche come ad esempio la Biblioteca “Liciniana”,
il Museo Civico “R. Baldassarre” e la zona
Archeologica di Himera con l’annesso Antiquarium,
dovranno assumere un ruolo “diverso”: non più intesi
come spazi di “custodia” bensì di “apertura verso l’esterno” con
iniziative culturali quali gli incontri e mostre tematiche.
Quindi non più spazi destinati solo ed esclusivamente alla
conservazione della memoria ma luoghi che diventano
un’occasione di promozione del territorio.
Un altra
specificità del territorio, che potrebbe diventare occasione di
sviluppo culturale, è sicuramente quella dei pastifici, basti
pensare che alla fine dell’800 erano più di sessanta in città.
Questo fenomeno ha caratterizzato non solo l’attività economica
ma anche gli sviluppi edilizi dei primi del ‘900. Tale
peculiarità della città andrebbe valorizzata attraverso
l’individuazione di “spazi della memoria del grano” adibiti ad
esempio a Museo della Pasta o a “Percorso della Pasta”.
Al Museo della Pasta a Roma è conservato un documento del XIII,
ad opera di un viaggiatore arabo El Idrisi, in cui si
evince che in questo territorio si produceva dei “vermicelli di
grano” anticipando di gran lunga i viaggi di Marco Polo in
oriente in cui si afferma che furono proprio i Cinesi ad
inventare la pasta.
Inoltre, è
evidente che i siti archeologici ed ambientali, allocati al di
fuori del centro storico, come ad esempio quelli di “Mura
Pregne”, della riserva del Monte San Calogero, o
della città medievale di Brucato, devono essere
considerati delle vere opportunità per il turismo, non inteso
nel modello del tipo “mordi e fuggi tutto compreso in una
mattinata”, ma in un turismo che si trattenga per alcuni
giorni in città, usufruendo anche delle Terme, dove
l’eroe “Ercole approdò nella spiaggia termitana e le ninfe,
per espressa volontà di Minerva, gli aprirono una limpida vena
d’acqua calda”. Un luogo quindi oltre che mitologico inteso
come luogo che potrebbe rivolgersi anche al turismo del
benessere.
Oltre a
ciò l’Acquedotto Cornelio, unico in Sicilia, potrebbe
diventare attraverso percorsi pedonali o ciclabili, dalla
sorgente Brucato alle porte della città, un’offerta turistica
differente dalle tradizionali pacchetti.
Occorre
inoltre prevedere delle strategie di formazione del personale
in grado di accogliere i nuovi flussi turistici, ed ancora è
necessario il coinvolgimento dei Tour Operator che
vengano interessati alla variegata offerta culturale, ambientale
e termale del territorio termitano.
In
riferimento al POLO dei SERVIZI, la presenza in città
dell’Università, con un ruolo di cerniera tra la città di
Palermo e le Madonie, attirerebbe ulteriori nuove esigenze
organizzative, ossia sarà necessario individuare spazi da
destinare alle segreterie universitarie, nuovi nodi di
stazioni di autobus, punti d’informazione turistica
ed infine nuovi uffici Comunali decentrati anche nella
parte bassa della città.
Nell’ambito dei Polo dei Servizi si ritiene fondamentale che la
città sia strettamente collegata in una rete di Metropolitana
Ferroviaria Provinciale nella tratta Punta Rais – Termini
Imerese - Cefalù, con costanti collegamenti giornalieri. Ciò per
facilitarne il flusso in entrata e in uscita sia per gli
studenti sia per i turisti. Occorrerà quindi una programmazione
in termini di trasporti a livello non solo territoriale ma anche
a carattere provinciale.
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