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PST Energia – Ambiente
Ritengo utile
proporre alcune riflessioni partendo da due punti del documento
intermedio di piano, in particolare i paragrafi 4.5 e 6.2 che
riguardano il settore energia e ambiente.
Nel primo si legge: "Termini Imerese sarà dunque città della
ricerca, con la creazione di un centro per la ricerca
tecnologica con il coinvolgimento dell'Università, ma anche
città della sperimentazione di soluzioni per la riduzione dei
consumi energetici e dell'inquinamento atmosferico (pannelli
solari, tegole fotovoltaicbe, ecc)."
Tale prospettiva, seppur concettualmente valida, rappresenta
già un punto d’approdo, essendo il PST un documento strategico e
programmatico, ritengo opportuno che vengano indicate le
premesse e le azioni intermedie che creino i presupposti e le
basi affinché tali obbiettivi possano essere raggiunti.
Ritengo che il punto di partenza possa essere individuato in
strumenti di cui già l'Amministrazione è dotata, in particolare
la riproposizione del "Comitato Strategico per il Risparmio
Energetico e lo Sviluppo Sostenibile" che abbia come
obbiettivi prioritari i punti di seguito elencati. I requisiti
di base devono però essere incentrati in una reale ed effettiva
partecipazione dei componenti del comitato, alcuni dei quali,
nelle passate riunioni, non hanno mostrato un convinto
coinvolgimento nei confronti dell'iniziativa.
-
Interfacciarsi con 1'Università prevedendo un protocollo
d'intenti sulla fattibilità di un centro di ricerca
energetico. Tale previsione, seppur già inserita al punto 6.2
del Piano, deve essere integrata dal coinvolgimento effettivo
e continuato della facoltà di Ingegneria (non presente fra i
stakeholders del Piano) ed in particolare con i Dipartimenti
direttamente interessanti dalle questioni energetiche;
- Realizzare
uno studio di fattibilità sull'approvvigionamento di
finanziamenti dalla Comunità europea nell'ambito del programma
IEE (Intelligent Energy Europe) per il quale sono stati
stanziati € 730.000.000 per il periodo 2007-2013;
- Predisporre
una serie di misure, da proporre all'Amministrazione, che
possano incentivare investitori alla creazione di attività
produttive che investano direttamente l'ambito delle fonti
rinnovabili.
Ritengo utile,
in questa sede, affrontare ed approfondire in particolare i
punti 2 e 3.
2.
Finanziamenti
Nel contesto dei
programmi europei a favore dello sviluppo sostenibile e per il
risparmio energetico, la Comunità Europea ha promosso, già a
partire dal 2003, un programma triennale denominato "Energia
intelligente per 1'Europa". L'obbiettivo di tale programma è
quello di organizzare azioni nel settore dell'energia in materia
di sviluppo sostenibile e sicurezza dell'approvvigionamento
energetico, in particolare a sostenere finanziariamente le
iniziative locali, regionali e nazionali nel settore delle
energie rinnovabili, dell'efficienza energetica, degli aspetti
energetici del trasporto e della promozione internazionale.
Il programma è strutturato in azioni chiave per ogni settore
d'azione e il finanziamento è destinato ad azioni o progetti
concernenti:
·
la promozione dello sviluppo sostenibile, la
sicurezza dell'approvvigionamento energetico, la competitività e
la protezione dell'ambiente. I progetti possono comprendere
1'elaborazione di norme, di sistemi di etichettatura e di metodi
di certificazione come pure il controllo dell'evoluzione dei
mercati e delle tendenze energetiche;
·
la creazione, 1'ampliamento e la promozione di
strutture e strumenti per lo sviluppo di sistemi energetici
sostenibili come la gestione energetica locale e regionale e lo
sviluppo di prodotti finanziari;
·
la promozione di sistemi e strumentazioni per
accelerare la penetrazione nei mercati delle migliori tecnologie
disponibili;
·
lo sviluppo di strutture di informazione,
istruzione e formazione che permettano la sensibilizzazione dei
cittadini e la diffusione del "know-how" e delle migliori
pratiche;
·
il monitoraggio dell'attuazione e dell'impatto
della politica di energia sostenibile nell'UE;
Il contributo
finanziario della Comunità non può essere superiore al 50% del
costo del progetto; il resto può essere coperto da fondi
pubblici o privati o da una combinazione dei due. Tuttavia,
esistono alcune eccezioni: le sovvenzioni comunitarie possono
coprire la totalità delle spese se si tratta ad esempio di
azioni che valutano 1'impatto e migliorano il coordinamento
delle iniziative.
3.
Attività Produttive
Se guardiamo a
tutti i poli di ricerca tecnologica attivi ed all'avanguardia
non possiamo non notare che questi sono sempre localizzati in
aree dove la produttività è presente, concorrenziale ed
avanzata.
Spesso si parla di favorire attività produttive che utilizzano
per i loro processi produttivi fonti rinnovabili, costruiscono
ed operano secondo i dettami della sostenibilità e rispettano
1'ambiente. Queste condizioni, tra 1'altro già previste dalla
nuova legislazione in materia, e su cui l'Amministrazione, come
già detto, si sta adoperando, dovrebbero essere accompagnate da
una prospettiva che sia un passo avanti. Si potrebbe intervenire
con particolari iniziative per favorire 1'insediamento di
aziende che operino direttamente nel settore delle fonti
rinnovabili.
Negli ultimi anni, così come i dati del piano confermano, si è
notato un maggiore interesse del mondo imprenditoriale verso la
zona industriale. Le prospettive che si stanno aprendo dal punto
di vista infrastrutturale con 1'interporto e 1'autoporto, la
posizione strategica baricentrica fra l'Europa continentale ed i
paesi in via di sviluppo del nord Africa, potrebbero favorire
1'insediamento di aziende che producano prodotti ed accessori
nel campo dell'energia pulita e delle fonti rinnovabili.
Risulta fondamentale creare le condizioni di base inserendo nei
sistema burocratico autorizzativo tutta una serie di incentivi
al fine di facilitare tali insediamenti.
Tale iniziativa potrebbe ottenere un doppio positivo risultato,
il primo consiste nel creare sviluppo e lavoro attraverso
attività che operino secondo le metodologie della sostenibilità,
il secondo consiste nella presenza di prodotti in loco che,
grazie all'abbattimento dei costi di trasporto ed assicurativi,
avrebbero una maggiore competitività nel mercato e sarebbero
maggiormente utilizzati, creando un circolo virtuoso così come
negli ultimi anni è avvenuto in Germania, Austria e Svezia. In
quest'ottica si potrebbero creare condizioni favorevoli e
maggiormente convenienti agli Spin-off cui il piano fa
riferimento, in particolare a creazione di un polo con al centro
una società che funga da agenzia per l'energia, anche attraverso
l'utilizzo dei fondi del programma IEE, e su cui ho già
ampiamente relazionato al comitato ed all'Amministrazione.
Una ulteriore finale riflessione va indirizzata sulla questione
riguardante la certificazione energetica degli edifici ed il
Decreto 192/05, sull'impegno per un uso più razionale
dell'energia e sull'attuale impegno per la realizzazione di
impianti da fonti rinnovabili.
Il documento intermedio di piano dà come obbiettivo strategico
il risparmio energetico e 1'uso razionale dell'energia, nonchè
1'uso di fonti rinnovabili, inoltre nel paragrafo dedicato
all'energia del punto 2 (pag. 111) si legge "Oggi non risultano
significative esperienze nel territorio per la produzione di
energie da fonti rinnovabili".
Codesta Amministrazione, a conferma dell'interesse
sull'importanza dell'uso delle FEV, ha inserito tra i primi
punti di priorità del Piano Triennale 2005 (a meno di un anno
dal suo insediamento), la realizzazione di quattro centrali di
produzione di energia elettrica tramite conversione fotovoltaica
della potenza di 20 kW ciascuna. Tali impianti, di cui due sono
già funzionanti e collegati alla rete elettrica nazionale,
porteranno un risparmio energetico complessivo di circa 120.000
kWh annui corrispondenti a circa la metà dell'energia consumata
per la pubblica illuminazione di tutto il territorio comunale.
Questa Amministrazione si sta adoperando sin dal suo
insediamento in una politica volta a far rispettare la normativa
sul risparmio energetico.
Da un'attenta e diretta analisi di altre P.A. presenti nei
territorio, il comune di Termini Imerese è uno dei pochi che
esige per le nuove costruzioni la relazione di cui all'art. 28,
comma 1, della Legge 09/01/1991, n. 10 e che si sta aggiornando
per la corretta applicazione del Decreto 192/05 oltre ad
applicare tutte le azioni e gli interventi necessari nel
rispetto della nuova legislazione sulla certificazione
energetica degli edifici e degli Impianti.
Ritengo comunque fondamentale intraprendere un'opera di
sensibilizzazione e di informazione verso imprese,
professionisti e progettisti e verso tutti i cittadini sui
sensibili miglioramenti del nostro livello di vita se sapremo
intraprendere un modo di pensare gli edifici e gli impianti
partendo dal concetto di sostenibilità
Il Responsabile
per la Conservazione e
1'Uso razionale dell'Energia
ING.
GIUSEPPE USTICA |