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"aderendo all’invito dell’Amministrazione
Comunale di fornire apporti di idee per la redazione di un
Piano Strategico Territoriale, di cui Termini Imerese è il
Comune capofila, a seguito di diverse riunioni e
qualificati interventi miranti ad individuare le
problematiche relative al non più procrastinabile sviluppo
socio–economico-culturale della Città, si pregiano porre
all’attenzione dell’Amministrazione Comunale, del Comitato
Tecnico Scientifico e del Gruppo di Progettazione alcune
incisive osservazioni inerenti allo scopo.
Preliminarmente, si evidenzia che è sotto gli occhi
di tutti la necessità di un intervento mirato alla
risoluzione delle problematiche socio-economico, e quindi
anche culturali, che affliggono non solo la società
termitana, ma anche tutto il bacino che su di essa
gravita a vario titolo, per il quale necessita un nuovo
approccio verso il superamento delle negatività che, per
un certo verso, ne hanno frenato lo sviluppo e, per altro,
hanno innescato un processo involutivo, responsabile del
degrado sociale, economico e culturale.
Appare urgente, a tal fine, innanzitutto,
ridare e sviluppare nel cittadino termitano quel senso di
fierezza di appartenenza alla propria storia e alla
propria cultura, di far parte cioè di quella “ Civitas
Splendidissima “ degna della massima considerazione.
A tal fine si auspica la necessità di
interventi miranti alla rivalutazione:
a) delle notevoli e importanti
realtà costituite da pregevoli ed interessanti beni
culturali, siano essi archeologici, architettonici,
artistici ed ambientali esistenti nel territorio ed in
tutto il comprensorio, mediante interventi per renderli
fruibili al grande pubblico, come premessa per uno
sviluppo turistico qualificato e a diversificazione
dell’attività industriale che, fino ad oggi, ha
evidenziato molti stenti nel suo decollo nonchè parecchie
carenze intrinseche ed estrinseche per uno sviluppo
sostenibile; bisogna risalire alle radici e riprendere
nella massima considerazione le rimaste testimonianze, nel
paleolitico, nel neolitico ed oltre, con Himera che fu
una, tra le città siciliote, potente e fiorente nel
commercio ed anche nella cultura ed ebbe la sua massima
espressione in Stesicoro, con la Thermae Imerensis
chiamata “civitas splendidissima”; essa fu tramandata col
nome di Termini Imerese e nell’800 ebbe due accademie
letterarie, illuminate da eruditi quali Abate Balsamo,
Gregorio Ugdulena, Giuseppe Patiri , Manfredi Ciofalo,
Baldassare Romano, Giuseppe Ciprì, Antonio Battaglia che
lasciarono copiosa traccia del nostro passato, oggi in
gran parte perduto; non bisogna dimenticare che è da una
donazione del Ciprì, il quale si firmava con lo pseudonimo
di “licinio”, che si creò una tra la più importanti
biblioteche comunali della Sicilia e che da una donazione
del termitano Ganguzza ebbe avvio il Museo Archeologico di
Palermo; la Città deteneva una cultura che attrasse
parecchi studiosi e parte dei grandi visitatori stranieri
tra i quali Houel che ebbe a riprodurre i resti di alcuni
beni archeologici, oggi esposti all’”Ermitage” di San
Pietroburgo; bisogna investire in quella cultura che si
protrasse ai tempi più recenti fino a quando non decaddero
i commerci e lle attività portuali e ferroviarie
necessitevoli e meritevoli di essere rilanciate.
b) ricostruire un nuovo “rapporto tra
la città ed il mare”, ricreando una nuova osmosi che
consenta il riappropriarsi di quest’ultimo, mediante il
recupero del Watherfront” e la “creazione di un porto
turistico” senza dimenticare la tradizione e l’economia
connessa all’attività della pesca;
c) recuperare e valorizzare il
“complesso delle terme”, specie la parte più antica;
d) rivitalizzare la “parte bassa
della città” che nel passato recente costituì ricca fonte
di economia diretta ed indotta;.
e) rivedere la tradizione del
“carnevale” trasformando lo stesso in azione
propulsiva di nuovi “risvolti economici permanenti”, non
limitata alla sola manifestazione carnevalesca, con la
incentivazione di maestranze dedicate alla “lavorazione
della cartapesta” quale fonte di attività commerciale e di
richiamo turistico.
Per un incisivo coordinamento delle diversificate
attività delle associazioni, che si riconoscono in questo
programma di rilancio socio-economico ed anche culturale,
sarebbe opportuno individuare due edifici storici, uno
nella parte bassa della Città e l’altro in quella alta, da
destinare ad officina o laboratorio culturale permanente
polivalente che sotto l’egida dell’Amministrazione
costituiscano i centri propulsori e formativi di tutte le
attività finalizzate alla diffusione dei beni culturali, a
mezzo della formazione permanente e della promozione di
convegni, conferenze e manifestazioni teatrali, ambientati
preferibilmente in prossimità di siti archeologici con
l’imprescindibile apporto musicale e con particolare
riferimento alla scuola e alle associazioni dei giovani.
A
tale scopo si pregia segnalare alcuni edifici da tenere
nella massima attenzione quali l’ex Liceo Classico a
Termini alta ed il complesso conventuale del Carmine a
Termini bassa, senza dimenticare la Rocca ed il nuovo
Anfiteatro." |