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Il Piano Strategico Territoriale di Termini Imerese è stato
selezionato per la mostra del XXVI congresso nazionale INU
(Istituto Nazionale di Urbanistica).
Si tratta di una mostra che vede confrontarsi diverse esperienze
di pianificazione (circa 80) a livello nazionale, raggruppate in
tre aree tematiche (piano locale, area vasta, temi trasversali)
e rispondenti al tema principale de “Il nuovo Piano
“.
Con la proposta di un dibattito attorno al tema de “Il
nuovo Piano “ l’’INU vuole dare un contributo decisivo
per la riforma urbanistica nazionale.
Ribadita l’articolazione del piano nelle due componenti:
strutturale e operativa, si tratta oggi di progettare piani
veramente strutturali, che affrontino le grandi scelte di
assetto della città e del territorio, demandando i dettagli alle
progettazioni successive.
Mentre la componente operativa dovrà assumere sempre di
più il carattere di un bilancio della trasformazione urbana, nel
quale il ritorno pubblico (opere, attrezzature generali e
contributi finanziari), rappresenta, di fatto, la quota di
rendita restituita alla collettività.
Quanto ai nuovi temi che attraversano il territorio, essi si
devono tradurre in nuovi contenuti del piano. Il primo di questi
temi è quello della metropolizzazione, cioè la nuova
dimensione della città contemporanea, con i suoi nuovi gravi
squilibri e una situazione di totale insostenibilità.
Il Nuovo Piano dovrà fornire un contributo importante per
superare questa vera e propria patologia territoriale,
privilegiando, nel livello strutturale, la scala intercomunale,
dando risposte adeguate (mobilità, spazio pubblico, insediamenti
strategici, funzioni di eccellenza) e lasciando al livello
operativo la definizione della progettualità locale.
Il Piano Strategico Territoriale di Termini Imerese,
in mostra con due pannelli (pannello
1,
pannello 2)
intende conformarsi ai nuovi indirizzi, emergenti in sede
europea, riguardo gli strumenti di governo del territorio. La
combinazione di strumenti tradizionali di programmazione e di
progetti integrati delle città ha scontato la mancanza di una
cornice strategica solida e di una visione di sviluppo
condivisa.
In tale quadro di riferimento si inserisce il progressivo
decentramento di funzioni alle regioni ed ai comuni che comporta
la necessità di ampliare gli spazi di intervento diretto del
governo locale riguardo lo sviluppo del proprio territorio. Il
contesto così definito determina un nuovo fabbisogno di
pianificazione che oggi si identifica nel Piano Strategico
Territoriale (PST) quale strumento attraverso cui definire una
sorta di “agenda delle cose da fare”, relativa,
non solo alle azioni strettamente connesse all'attuazione degli
interventi, ma anche a quelle che incidono sui presupposti di
base (pre-condizioni) essenziali per favorire il successo
dell'iniziativa nel suo complesso. |